Un regalino per me

Che io trovo meraviglioso a dir poco! Con tutto il bene e l’impegno del mondo che ci metto, artisticamente parlando questo è il mio genere. Oh che ossigenata!

Arrivi pure la primavera amici…. sono oltre✅

Me e il buddismo :))

Racconto volentieri questo piccolo stralcio di vita poiché reputo sia un modo carino per dire altro di me.

Le prime avvisaglie del buddismo le ho ricevute molti anni fa, quando ancora ero una ragazzina. Abitavo all’epoca e in quel preciso momento della mia rocambolesca vita a Sao Paulo del Brasile, a casa dei miei zii adottivi. Ricordo benissimo quel pomeriggio di noia che mi portò a curiosare in un centro commerciale immenso, (attualmente ancora attivo) che si chiama Shopping Iguatemi. Le prime tappe le facevo nelle librerie grandissime che attiravano lo sguardo già solo per la vastità che ricoprivano. Pile e pile di libri ben disposti, colori ovunque e un via vai continuo di nasi incollati agli scaffali alla ricerca del libro desiderato. Io che non ero da meno, notai un’area riservata all’argomento “buddismo” attirata dalle copertine perlopiù arancioni che ritraevano il Dalai Lama in tutte le salse. Decisi di comprare ben due libri, ovviamente in lingua portoghese che è la mia madre lingua, nella speranza che qualcosa mi distogliesse dalla noia che respiravo in quella enorme silenziosa casa. Li lessi con grande enfasi, accorgendomi nel tempo che ogni pagina mi aveva lasciato qualcosa di piacevole da custodire con cura.

Molti anni dopo, mantenendo accesa la fiammella del buddismo studiandone il più possibile, ritornai nella stessa libreria. A quei tempi ero già sposata e avevo Matteo di 4 anni e Lorenzo di due. Ricordo che dissi a mio marito di tenere i bambini perché avevo piacere di acquistare altri libri in lingua che trattavano l’argomento del caso. Ormai avevo accumulato molte letture, idee e sentimenti a riguardo; sentivo che prima o poi, un giorno come si suol dire, avrei trovato il mio cammino spirituale da percorrere abbandonando i valori del cristianesimo che mi erano stati imposti ma che io non sentivo per niente miei.

Da allora ho sempre e soltanto studiato il buddismo in tutte le sue forme, senza mai preoccuparmi del fatto che non avevo al seguito una pratica alla quale affidarmi quotidianamente. Assorbivo concetti, riflessioni, mettevo in pratica per come sentivo fosse giusto fare ma era come dare a un dipinto uno spazio senza idonea cornice.

Quando poi ho incontrato la mia Shakubuku (ovvero colei che mi ha portata verso il buddismo, e l’incredibile sta nel fatto che la conoscevo da tantissimi anni ma non sapevo ancora praticasse il buddismo) le cose sono radicalmente cambiate. Intanto perché ho scelto a quale buddismo appartenere, ovvero quello Giapponese cui fa riferimento la Mistica legge del fiore di Loto di Nichiren Daishonin, e poi perché avevo finalmente trovato la pratica mancante adatta a me. Il buddismo si abbraccia nel momento in cui si stabilisce la profonda volontà di sentirsi parte dell’universo con le sue regole, le sue cure, le sue attenzioni e parolina magica “il rispetto” per tutto ciò che ci circonda.

E’ un buddismo se posso dire meno sorridente rispetto a quello del Dalai Lama, è severo, attento e aiuta a percorrere la propria strada indirizzandola senza alcuna riserva verso la felicità che si ottiene anche raggiungendo i propri obiettivi. Ecco come si discosta dal buddismo di Shakyamuni l’Illuminato che ha dato vita al buddismo: la felicità sta dentro di noi ma sta anche nel raggiungimento di cose che alimentano la nostra gioia perché siamo esseri umani fatti di desideri, speranze, necessità, sogni. Tutti posseggono la budditá ma non tutti sono buoni non tutti sono cattivi e le azioni dicono più di tutto. Di fatti quando sento parlare gente che non ne sa nulla o molto poco in merito mi chiedo spesso se si rendano conto che liofilizzare un argomento tanto vasto non sia il frutto di pura follia. Ad ogni modo sappiamo bene ormai che la gente ama dire per il gusto di voler sembrare acculturata anche quando non lo è dunque non diamo retta.

Non c’è giorno in cui non prenda in preghiera la vita di qualcuno, mi ci dedico anima e corpo. Pratico due ore al giorno sempre. Spesso, anzi devo dire spessissimo prego per gli altri perché so che è così che funziona, senza delegare a santi o dei che chissà dove stanno… Io prego, io do, io penso, io amo, io genero, io. E aggiungo anche che non è sempre “io voglio, io vorrei…” ma è “prego perché quella persona ottenga, prego perché stia bene, prego affinché possa raggiungere…..” e se ciò accade unendo energia e cuore allora sì che la felicità condivisa diventa una benzina fantastica!!!

E questo è tutto per oggi sul mio buddismo. Appena trovo qualche Gosho che può far bene lo posterò perché fa bene anche a me.

Buon pranzo.

Pubblico questa intervista per una piacevole condivisione di vita :))

Roberto Baggio pratica lo stesso buddismo che pratico io, lui da più tempo di me. La sua storia di calciatore che poi si intreccerà con il buddismo di Nichiren Daishonin è davvero molto intensa e bella.

Oggi sono di studio, e lo sarò anche nei prossimi giorni perché intendo sostenere l’esame del 14 Aprile con grinta e entusiasmo.

Spero sia di vostro gradimento, è pur sempre un insegnamento di vita positivo che fa bene al cuore indipendentemente dal proprio credo religioso o meno.